Ristrutturare oggi una casa costruita negli anni 70

Inserito il 27/11/2017

L’occasione è ghiotta: posizione dell’immobile strategica, metratura ampia e terrazzo perimetrale al piano. Mi comunicano che la ristrutturazione di cui necessita l’appartamento è di tipo integrale.

Guardo la planimetria dell’immobile depositata in catasto e, strumenti sottobraccio, vado di persona a verificare lo stato dei luoghi chiedendomi “Chissà se è ancora li”…. Ebbene sì, era ancora lì dove l’aveva disegnata il costruttore quella stanza passante...

La stanza passante rappresentava, negli appartamenti signorili, la possibilità di entrare in casa e “tagliare” intelligentemente verso la zona notte e la cucina, ovvero la zona privata della casa, senza passare dal salone di rappresentanza.

Il salone, ampio e caratterizzato dalla maestosità del pavimento – in questo caso abbiamo una magnifica palladiana rosso rubino - era quello che sovente veniva definito “ il salotto buono”, ovvero l’ambiente che  spesso non veniva pienamente goduto dai Proprietari durante tutto l’arco dell’anno bensì era messo a disposizione di particolari ospiti e/o eventi. Un ampissimo spazio quindi - qui parliamo di 30 mq – usato solo in determinate occasioni.

Il fulcro della casa, il focolaio della Famiglia, era la cucina: sovente di forma regolare e di dimensioni molto ridotte rispetto al poco utilizzato salone di rappresentanza. In questo caso abbiamo 10 mq di cucina ad ospitare l’intera Famiglia.

La zona notte aveva spazi molto ridotti: le camere dell’epoca servivano esclusivamente per il riposo (oggi in camera abbiamo l’angolo libreria-studio col pc e a volte anche una seduta comoda per le nostre letture preferite piuttosto che altri spazi che una volta erano esterni alle camere da letto); all’epoca in una camera da 10-12 mq trovavano spazio due o tre bambini.

I bagni nella fattispecie erano già due, uno padronale ed uno di servizio.

Alla luce di un impianto planimetrico di questo tipo ho attualizzato la suddivisione degli spazi all'oggi creando in ingresso un’enfilade di elementi contenitori - rivestiti da superfici a specchio per moltiplicare la luce nell’ingresso buio - eliminando tutta una serie di “spalline” ormai superflue. Da qui ho completamente aperto il salone doppio abbattendo anche la tramezza che nascondeva la cucina adiacente creando così una zona giorno senza soluzione di continuità, adatta ad essere pienamente vissuta pienamente tutti i giorni dell’anno.

La zona notte è stata oggetto di piccole traslazioni di tramezze: ho reso più confortevole una delle due camere piccole e ho dotato la camera matrimoniale di una cabina armadi e del suo bagno ad uso esclusivo; il bagno padronale è stato dotato di antibagno per sopperire alla parziale perdita del bagno di servizio.

Naturalmente ho deciso di mantenere la stanza passante attrezzandola con un armadio a muro a tutt’altezza… Mai buttare via una buona vecchia idea ðŸ˜‰

 

Arch. Dora M Clemente

Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e si abilita alla Professione. Si affaccia al mondo immobiliare come Tecnico, successivamente mossa dalla passione per questo interessante mondo decide di abilitarsi come Agente Immobiliare e di dedicarsi in maniera esclusiva al Real Estate. 

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